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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Balthus
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Balthus, pseudonimo di Balthasar Kłossowski de Rola (Parigi, 29 febbraio 1908Rossinière, 18 febbraio 2001), è stato un pittore francese di origine polacca.

Contents

Note

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Vita e opere

Stile e temi

Lo stile di Balthus procede da una base classica ed accademica; tuttavia, anche se la sua tecnica e il suo stile compositivo sono ispirati ai pittori pre-mwbwrinascimentali, nelle sue opere sono anche evidenti riferimenti allo stile di mwcaGiorgio de Chirico. Balthus ha dipinto soprattutto la figura umana in un'epoca in cui l'mwcqarte figurativa è stata sostanzialmente ignorata e trascurata. Attualmente è diffusamente riconosciuto come uno dei più importanti artisti del mwcgXX secolo.

Nel suo lavoro possono essere rintracciati i segni di numerose influenze, tra cui gli scritti di mwdaEmily Brontë (nel 1934 ha illustrato con disegni a penna su carta il romanzo mwdqCime Tempestose), gli scritti e le fotografie di mwdgLewis Carroll, i dipinti di mwdwMasaccio, mweaPiero della Francesca, mweqSimone Martini, mwegPoussin, mwewJean-Étienne Liotard, mwfaJoseph Reinhardt, mwfqGéricault, mwfgIngres, mwfwGoya, mwgaJean-Baptiste Camille Corot, mwgqCourbet, mwggEdgar Degas, mwgwFélix Vallotton e mwhaPaul Cézanne. In ambito musicale il suo mwhqcompositore preferito fu mwhgWolfgang Amadeus Mozart.

Molti suoi dipinti mostrano fanciulle adolescenti ritratte in un contesto mwiaerotico. Balthus sostenne ripetutamente che il suo lavoro non aveva alcun intento di tipo mwiqpornografico, ma che si limitava a mostrare l'esistenza della mwigsessualità infantile, una realtà peraltro difficile da accettare e capace di mettere a disagio.

Giovinezza

Nel corso degli anni della sua formazione il suo talento artistico è stato sostenuto da mwkqRainer Maria Rilke, mwkgMaurice Denis, mwkwPierre Bonnard e mwlaHenri Matisse. Suo padre, mwlqErich Klossowski, un celebre storico dell'arte (scrisse una mwlgmonografia su mwlwDaumier), e sua madre mwmaElisabeth Dorothea Spiro (nota come mwmqBaladine Klossowska) facevano parte dell'élite culturale mwmgparigina frequentando la cerchia di artisti e intellettuali presenti in quel periodo nella Ville lumière.
Suo fratello maggiore, mwnaPierre Klossowski, è stato un mwnqfilosofo che si occupò tra le altre cose del pensiero mwngteologico e delle opere del mwnwMarchese de Sade. Tra gli amici e conoscenti della famiglia Kłossowski vi furono scrittori come mwoaAndré Gide e mwoqJean Cocteau, che dalla frequentazione della famiglia trasse ispirazione per il suo romanzo mwogmwowI ragazzi terribili.

Nel mwpq1914 la famiglia Kłossowski, di origine mwpgtedesca, viene sottosposta a un grande cambiamento quando con l'inizio della guerra è costretta a lasciare Parigi e si trasferisce a mwpwBerlino.
In seguito alla separazione dei coniugi Klossowski, nel mwqq1917 la madre e i due figli Balthazar e Pierre si stabiliscono in mwqgSvizzera, prima a mwqwBerna e poi a mwraGinevra. È nel 1919 che Baladine, la madre, incontra il poeta austriaco Rainer Maria Rilke a cui si lega profondamente.
La presenza di Rilke sarà di notevole importanza nel destino dei giovani fratelli Klossowski.
Il periodo ginevrino segna una certa stabilità nella vita di Balthus, che inizia ad avvicinarsi all'arte con una serie di disegni a inchiostro in cui illustra una storia che ritrae il suo gatto Mitsou. Illustrazioni che nel 1921 vengono pubblicate col titolo Mitsou, con una prefazione scritta dal mentore dell'artista, Rilke.

La storia racconta di un ragazzo e del suo mwsggatto. Sulla copertina del libro appare per la prima volta il soprannome dell'artista con cui Balthazar firmava i suoi lavori da bambino. La trama del libro prefigura la sua passione per i gatti, che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita e che sarebbe riemersa nel suo mwswAutoritratto. Il re dei gatti del mwta1935.

Nel 1921 la famiglia è costretta a lasciare Ginevra, per ingenti problemi finanziari e si trasferisce nuovamente a Berlino. È un periodo travagliato per il giovane Balthus che troverà gratificazone solo nei suoi soggiorni montani a Beatenberg dove si intrattiene nella casa della scultrice Magrit Bay che lo introduce alla dottrina mwtgteosofica e dove inizia a partecipare alle attività teatrali della scultrice.

Verso la fine del 1922 Balthus rientra a Berlino con la speranza d'iscriversi alla Scuola di Belle Arti. Invece, a causa dell'instabilità familiare passa l'inverno nello studio dello zio pittore Eugen Spiro dipingendo ed elaborando bozzetti teatrali ispirati alle opere cinesi.
Nel mwuq1924 Balthus allora sedicenne, seguendo il fratello maggiore Pierre, torna a Parigi. Grazie alle numerose conoscenze avviate dalla famiglia negli anni anteguerra e alla sua passione per il teatro, segue l'allestimento di una serie di spettacoli d'avanguardia realizzati dal conte Etienne de Beaumont al Théâtre de la Cigale.
Nel frattempo inizia a frequentare anche le lezioni di disegno dal vero con modelle che Pierre Bonnard tiene alla Libera Accademia in mwuwrue de la Grande Chaumière. Bonnard influisce molto nel percorso e nella crescita del giovane artista che andava sviluppandosi in un interscambio tra poesia e pittura. Dall'incontro creato da Bonnard viene suggerito a Balthus di studiare e riprodurre le opere seicentesche di Nicolas Poussin presenti al Louvre. Balthus sceglie il dipinto che ritrae Eco e Narciso, probabilmente in risposta alla poesia Narcisse che Rilke aveva composto in francese per il suo beniamino. Il giovane pittore e il poeta proseguono e approfondiscono il loro rapporto attraverso la corrispondenza che si scambiano periodicamente e da cui possiamo chiaramente percepire l'incantamento di Rilke per il fascino del giovane Balthus.

Tra il 1924 e il 1925 i lavori di Balthus effigiano il morbido corpo di un'esile modella; parallelamente a questi nudi, esegue scene ambientate nei giardini del Luxembourg dove trascorre quotidianamente molte ore con il suo quaderno per schizzi. Nella primavera del 1925 Balthus si reca in Provenza con la madre, dove nei suoi lavori durante il soggiorno palesa l'influenza di mwvwCézanne. L'incontro spirituale tra la pittura del maestro e il giovane artista era stato probabilmente indotto da Rilke, il suo mentore, grande ammiratore della pittura di Cèzanne.

L'8 luglio 1926 Balthus è in Svizzera presso l'ultima residenza di Rilke, prima tappa di un viaggio che lo porterà in Italia. Il poeta, ormai ammalato, riesce a far finanziare un viaggio di studio per Balthus che da tempo è affascinato dalle opere di Piero della Francesca. Balthus si reca in mwwqItalia, visitando prima Firenze e poi Arezzo. Visita gli Uffizi, la chiesa di Santa Maria del Carmine dove studia gli affreschi di Masolino e Masaccio nella cappella Brancacci.
I capolavori del Quattrocento fiorentino si svelano ai suoi occhi mentre effettua delle copie e degli studi di alcuni mwwwaffreschi del ciclo della mwxamwxqStoria della vera croce di mwxgPiero della Francesca ad mwxwArezzo. Questi lavori gli ispirano poi un'altra delle sue prime opere di un certo rilievo: i dipinti murali a mwyatempera della chiesa mwyqprotestante del villaggio svizzero di mwygBeatenberg (mwyw1927).

Nel 1926 muore Rilke, a cui l'artista era profondamente legato. Forse attratto dalle atmosfere dell'infanzia che il poeta stesso aveva eletto come uno dei temi principali da cui trarre ispirazione, Balthus si concentra sull'esplorazione di quel periodo della vita attraverso la pittura, come epoca mitica in cui tutto è divenire, il sogno e la fantasia. Nel mwzq1928-mwzg29 si reca in Svizzera a mwzwZurigo e a Berlino dove tiene la sua prima personale.

Dal mwaq1930 al mwag1932 è in mwawMarocco dove presta il servizio militare in un reparto di fanteria a mwbaKenitra e a mwbqFès, lavora come segretario e abbozza il dipinto mwbgLa Caserma (mwbw1933). Fa quindi ritorno in Svizzera nel mwca1932 e conosce alcuni mwcqsurrealisti: mwcgBreton, mwcwÉluard, mwdaGiacometti. La conoscenza di questo nuovo movimento nato a Parigi nell'immediato dopoguerra si era sviluppato attraverso i manifesti concepiti da Andrè Breton tra il 1925 e il 1930.
Alcuni aspetti della coscienza surrealista coincidono con lo sviluppo della ricerca di Balthus che risaltano attraverso l'attività fondamentale del bambino. Nell'opera di Balthus, la sospensione del tempo e del sogno si riscontrano nei lavori che l'artista esegue nella prima metà degli anni Trenta.

Un giovane artista a Parigi

Trasferitosi nel mwea1933 nel suo primo studio parigino in mweqRue de Furstemberg progetta una serie di tele che presentano degli elementi surrealisti. L'atelier di via Furstenberg vede il pittore venticinquenne ospitare e ricevere la visita di intellettuali e artisti, curiosi di conoscere i lavori di questo giovane decantato da personaggi come Andrè Derain, che in quel periodo aiutava e consigliava Balthus.

Anche André Breton e Paul Éluard, come delegazione mwewsurrealista, visitano l'atelier, ma rimangono delusi dai quadri di Balthus che ritengono banalmente mwfarealisti. Nel gruppo surrealista c'è anche lo scultore mwfqAlberto Giacometti, che negli anni successivi diventerà uno degli interlocutori privilegiati di Balthus.

Nella primavera del 1934 Pierre Loeb organizza la prima mostra personale di Balthus a Parigi, in occasione della quale viene esposto mwfwLa Rue (1933) una tela di grandi dimensioni a cui Balthus ha lavorato per un anno; l'opera rappresenta un paesaggio nel quale i personaggi si muovono in modo ipnotico e fisso, la cui composizione è costruita su una base matematica derivata dallo studio delle proporzioni Rinascimentali. Vengono esposte anche mwgaLa Toilette de Cathy, mwgqLa fenetre, mwggAlice e mwgwLa leçon de guitare.

mwhqArtaud, noto scrittore di matrice surrealista, recensisce la mostra, che provoca anche un certo scandalo per il dipinto considerato scabroso mwhgLezione di chitarra in cui appare una donna che sottopone a molestie sessuali una bambina.

Nei lavori presentati in quegli anni Balthus non mostra alcun interesse verso gli stili mwiamodernisti come il mwiqcubismo, ma dimostra un'indipendenza che lo contrapporrà anche sempre più al mwigsurrealismo. Risolutamente figurativi, i suoi dipinti presentano scene intime ed insolite in cui i personaggi sembrano ripiegati e sospesi in un'atmosfera di sogno.

Nel mwja1937 sposa Antoinette de Watteville, amica d'infanzia e proveniente da un'antica ed influente famiglia aristocratica di Berna. L'aveva incontrato nel mwjq1924 ed aveva posato per lui come modella per il già menzionato mwjgLa Toilette e per una serie di altri ritratti. Dal matrimonio nascono due figli, Thaddeus e Stanislas (Stash) Klossowski, che recentemente hanno pubblicato alcuni libri su loro padre e che includono anche le lettere ricevute dai loro genitori.

La storia d'amore con Antoinette è burrascosa e lo porta, dopo un'ennesima rottura, a tentare il suicidio, che Antonin Artaud ricorderà nel brano dal titolo mwkaLa misère peintre in cui racconta di aver trovato Balthus disteso inerme.

Artaud chiede a Balthus di progettare le scene e i costumi dei Cenci, nel 1935. Nel 1935 Balthus si trasferisce in un altro atelier in mwkgCour de Rohan dove dipingerà soprattutto ritratti su commissione.

In quegli anni di anteguerra Balthus ottiene un grande successo che gli vale una serie di riconoscimenti nell'ambito artistico. Ben presto il suo lavoro suscita l'ammirazione di pittori e letterati, specialmente quella di mwlaAndré Breton e di mwlqPablo Picasso, che acquisterà il suo dipinto mwlgLes enfants Blanchard (1937). La sua cerchia di amicizie parigine, oltre al drammaturgo ed attore mwlwAntonin Artaud, comprende i romanzieri mwmaPierre Jean Jouve, mwmqAntoine de Saint-Exupéry, mwmgJoseph Breitbach, Pierre Leyris, mwnaHenri Michaux, mwnqMichel Leiris e mwngRené Char, il fotografo mwnwMan Ray e i pittori mwoaAndré Derain, mwoqJoan Miró e mwogAlberto Giacometti (quest'ultimo sarà uno dei suoi amici più intimi e fedeli).

Da Champrovent a Chassy

Nel mwqq1940 a causa dell'invasione della Francia da parte dell'esercito mwqgtedesco Balthus è costretto a unirsi alle truppe sul fronte alsaziano. La sua permanenza nell'esercito durerà pochi mesi: ferito gravemente, viene congedato e con la moglie si rifugia in mwqwSavoia, in una fattoria di Champrovent, nei pressi di mwrqAix-les-Bains e dove inizia a lavorare a due dei suoi dipinti più importanti, mwrgPaysage de Champrovent (mwrw1942-mwsa1945) e mwsqThe Living Room (mwsg1942).
Nel 1942 fugge dalla Francia, ormai sottomessa ai mwtaNazisti, riparando in Svizzera, prima a Berna e poi nel mwtq1945 a Ginevra, dove stringe amicizia con l'editore Albert Skira e con lo scrittore e membro della mwtwresistenza francese mwuaAndré Malraux.

Ritorna in Francia nel mwug1946 e l'anno seguente, con mwuwAndré Masson, intraprende un viaggio verso il sud del paese incontrando personaggi come mwvaPicasso e mwvqJacques Lacan che finisce per diventare un collezionista delle sue opere.
Nel mwvw1950, insieme a mwwaCassandre, Balthus progetta le scenografie per un allestimento dell'mwwqopera mwwgmwwwCosì fan tutte di Mozart ad mwxaAix-en-Provence.

Nel 1951 è in Italia, invitato dalla famiglia Caetani. Si reca a Roma e nel borgo medievale di mwxgSermoneta incontra Elektra Prekas una giovane greca che frequenta segretamente durante la scoperta del paesaggio italiano. Dalla loro relazione nasce il figlio Andros.

Tre anni dopo va a vivere nel Castello di Chassy sul mwyaMorvan, dove coabita con la nipote Frédérique Tison e dà gli ultimi tocchi ai suoi capolavori mwyqLa Chambre (1952, probabilmente influenzato dai racconti del fratello Pierre) e mwygLe Passage du Commerce Saint-André (1954).

La vecchiaia

Mentre la sua fama a livello internazionale cresce, anche grazie alle sue mostre personali nella galleria di mw0gPierre Matisse a mw0wNew York (mw1a1938), Balthus fa in modo di diffondere un'immagine di sé stesso enigmatica e sfuggente.

Nel mw1g1964 è a mw1wRoma dove lavora a mw2aVilla Medici come direttore dell'mw2qAccademia di Francia a Roma, nominatovi da mw2gAndré Malraux, ministro francese della cultura . Stringe amicizia con il regista mw2wFederico Fellini e con il pittore mw3aRenato Guttuso.
Il fatto di aver sposato in seconde nozze nel mw3g1967 la mw3wgiapponese Setsuko Ideta, di 35 anni più giovane di lui (incontrata nel corso di una missione diplomatica in Giappone organizzata da Malraux) aggiunge ulteriore mistero attorno alla sua figura. La coppia ha due figli: Fumio, nato nel mw4a1968 e morto solo due anni dopo, e Harumi nata nel mw4q1973.

Nel mw4w1977 si stabilisce a mw5aRossinière, in Svizzera. I fotografi e amici mw5qHenri Cartier-Bresson e mw5gMartine Franck (moglie di Cartier-Bresson) ritraggono entrambi l'artista con la moglie e la figlia nel loro chalet di Rossinière nel mw5w1999.

Nel mw6q1980 vengono esposti 26 suoi dipinti alla Biennale di mw6gVenezia. Vengono organizzate sue retrospettive al mw6wMuseè National D'Art Modern-Centre Georges Pompidou di Parigi, al mw7aMetropolitan Museum di New York e al museo di mw7qKyōto. Nel mw7g1998 è proclamato "mw7wDottore Honoris causa" all'mw8aUniversità di Wroclaw.

Balthus fu scoperto subito al suo debutto, quando era poco noto, da «alcuni accorti imprenditori come i mw8gRothschild o Picasso» che «gli compravano delle tele, (...)». Quest'ultimo ammirava moltissimo Balthus, ma lui si considerava «erede dei grandi maestri del passato, come Piero della Francesca o mw8wVermeer». Così si legge nello mw9amw9qSpecchio della Stampa del novembre mw9g1996 in un articolo firmato da mw9wPhilippe Noiret, amico dell'artista, tradotto da Mimmo Stolfi, in occasione della «mostra all'mw-aAccademia Valentino di mw-qpiazza Mignanelli (...) organizzata dal Comune di Roma, da Skira editore e da Didier Fine art e da Grandelli Associati».cite-ref-1[1]

Nel mw-w2001 Balthus termina l'ultimo dipinto, intitolato mwaqaL'attesa, e muore in Svizzera il 18 febbraio.
Alle esequie di Balthus, parteciparono moltissimi volti noti della politica dell'arte e dello spettacolo. Durante il funerale mwaqiBono, cantante degli mwaqmU2, cantò per le centinaia di presenti tra cui il Presidente della Francia mwaqqChirac. La sua vedova, la contessa Setsuko Klossowska de Rola, dirige la Fondazione Balthus, creata nel mwaqc1998cite-ref-2[2].

A settembre del 2001 Venezia dedica una mostra eccezionalmente completa a mwaq0Palazzo Grassi all'artista scomparso in quell'anno che si protrae fino al 6 gennaio 2002 curata da mwaq4Jean Clair. Marco Vallora dedicando un'ampia recensione su mwaq8Specchio La Stampa all'evento ha modo di inquadrare il lavoro di Balthus nel contesto del XX secolo scrivendo tra l'altro della convinzione dell'artista che «le cose debbano tornare ad avere un'aura, una verità, una dignità, che per esempio i mwaramwareready made dei mwaridadaisti alla moda, gli scolabottiglie passati per opere d'arte, oppure le forme contorte, scomposte. "insensate" della mwarmcultura astratta, hanno loro alienato, sottratto per sempre».cite-ref-3[3]

Balthus è stato l'unico artista ad aver visto, ancora vivente, alcune sue opere inserite nella collezione del mwarkLouvre: le tele provenivano dalla collezione privata di Picasso che era stata donata al museo.

Il dibattito sulle sue origini

Il padre di Balthus, Erich, faceva parte di una famiglia nobile polacca (mwasmszlachta) della casata dei Rola, originaria della mwasuPrussia. Questa fu evidentemente la ragione per cui tempo dopo suo figlio Balthus aggiunse "mwasyde Rola" al proprio cognome, Klossowski, secondo la tradizione della szlachta; se fosse vissuto in Polonia la formulazione del suo cognome sarebbe stata mwascRola-Kłossowski o mwasgKłossowski h. Rola. L'artista aveva una profonda consapevolezza delle proprie origini polacche e fece ricamare lo stemma dei Rola in molti dei suoi mwaskkimono.

Secondo la maggior parte delle biografie Balthus negava che nelle sue vene scorresse anche parte di sangue di origine giudaica, affermando che i biografi si sbagliavano riguardo alle origini di sua madre. In mwassBalthus: A Biography Nicholas Fox Weber, che è ebreo, tentò di trovare delle origini in comune mentre intervistava il pittore, basandosi su un appunto che affermava che la madre di Balthus era appunto giudea. Balthus rispose: "mwaswNo, signore, questo non è corretto," e spiegò: "mwas0Uno dei migliori amici di mio padre era un pittore chiamato Eugen Spiro, che era figlio di un mwas8cantore. Anche mia madre si chiamava Spiro, ma proveniva da una famiglia protestante del sud della Francia. Uno degli Spiro del Midi - un antenato - si trasferì in mwataRussia. Erano probabilmente di origine mwategreca. Noi chiamavamo Eugen Spiro "Zio" perché c'era una grande familiarità, ma non era il mio vero zio. Gli Spiro protestanti vivono tuttora nel sud della Francia."

Balthus continuò dicendo che pensava che comunque non fosse elegante correggere questi errori, dato che aveva molti amici di religione giudaica. Nicholas Fox Weber nella biografia conclude che riguardo a questo "errore biografico" Balthus stesse mentendo, anche se il motivo rimane ignoto. Weber afferma che il nome "mwatmSpiro" in greco è solo un nome di battesimo, ma questo non è corretto, in quanto i nomi propri possono fungere anche da cognomecite-ref-4[4]. Balthus ripeté sempre che in effetti, se fosse stato giudeo, non avrebbe avuto alcun problema a dirlo. A sostegno della tesi di Weber c'è il fatto che l'artista in passato aveva fatto delle affermazioni molto dubbie riguardo alle proprie origini, sostenendo una volta di discendere da mwatgLord Byron dal ramo paterno.

Controversie

In mwatsGermania nel febbraio mwatw2014 una mostra di scatti personali dell'autore eseguiti su modelle minorenni, organizzata dal mwat0Museum Folkwang in mwat4Essen, venne annullata dallo stesso museo in seguito ad accuse da parte del settimanale mwat8Die Zeit, secondo cui questa mostra avrebbe avuto un contenuto mwauapedofilo: il museo dichiarò di aver rinunciato alla mostra temendo ripercussioni di carattere legale.cite-ref-5[5]

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Premio Imperiale (Giappone)


Tokyo

, 1991

Documentari su Balthus

• mwausBalthus Through the Looking Glass di mwau0Damian Pettigrew (72', Super 16, PLANETE/CNC/PROCIREP, 1996) è un documentario su Balthus girato con la partecipazione dell'artista stesso, filmato mentre lavora nel suo studio e durante un'intervista-conversazione nello chalet di Rossinière. È stato girato in un periodo di 12 mesi in Svizzera, Italia, Francia e Inghilterra. Ha vinto il mwau4Grand Prize dell'mwau8UNESCO.

Note

cite-note-11. mwavyPhilippe Noiret, mwavcIl genio che ha fermato gli orologi, in mwavgSpecchio della Stampa, n.mwavk 41, Torino, 2 novembre 1996, pp.mwavo 118-134.
cite-note-22. mwav4IUCN Nota biografica sulla Contessa Setsuko Klossowska de Rola, 2003 mwav8Archiviatomwawa l'8 marzo 2008 in mwaweInternet Archivemwawi.. Verificato l'8 luglio 2008
cite-note-33. mwawcMarco Vallora, mwawgBalthus pittore del silenzio, in mwawkSpecchio La Stampa, n.mwawo 291, Torino, Editrice La Stampa, 8 settembre 2001, pp.mwaws 46-55.
cite-note-44. mwaw8Behind the Name: All Surnames mwaxaBehind the Name: etimologia e storia dei cognomi
cite-note-55. mwaxqGerman museum cancels Balthus show after critics cry paedophilia mwaxuArchiviatomwaxy il 6 febbraio 2014 in mwaxcInternet Archivemwaxg. German museum cancels Balthus show after critics cry paedophilia

Bibliografia

• mwax0Aubert, Raphaël. mwax4Le Paradoxe Balthus. Parigi: Editions de la Différence, 2005.
• Balthus. mwayaCorrespondance amoureuse avec Antoinette de Watteville: 1928-1937. Parigi: Buchet/Chastel, 2001.
• Clair, Jean and Monnier, Virginie. mwayiBalthus: Catalogue Raisonné of the Complete Works. New York: Harry N. Abrams, Inc., 2000.
• Clair, Jean (a cura di), mwayqBalthus. Bompiani, 2001.
• Davenport, Guy. mwayyA Balthus Notebook. New York: Ecco Press, 1989.
• Neret, Gilles. mwaygBalthus. New York: mwaykTaschen, 2003.
• Neret Gilles , mwaysBalthus , Taschen Italia , 2004 , ISBN 3-8228-3281-2
• Klossowski de Rola, Stanislas. mway4Balthus. New York: Harry N. Abrams, Inc., 1996.
• Roy, Claude. mwazeBalthus. Parigi: mwaziGallimard, 1996.
• Vircondelet, Alain. mwazqMémoires de Balthus. Monaco: Editions du Rocher, 2001.
• Von Boehm, Gero - Shinoyama, Kishin. mwazyThe Painter's House. Monaco di Baviera: Schirmer/Mosel, 2007.
• Weber, Nicholas Fox. mwazgBalthus, A Biography. (mwazkAlfred A. Knopf, 1999. ISBN 0-679-40737-5
• Mariasole Garacci, mwazwmwaz0Balthus e il sesso dei bambini, MicroMega online, 23 dicembre 2017

Altri progetti

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• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni di o su Balthus
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Balthus

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itBalthus, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaLaura Malvano, BALTHUS, in Enciclopedia Italiana, IV Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1978.
• citerefsapere-itBalthus, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdss(IT, DE, FR) Balthus, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Balthus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefsikart(IT, DE, EN, FR) Balthus, in SIKART Dizionario sull'arte in Svizzera.
• citerefmlolOpere di Balthus, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Balthus, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Balthus, su Goodreads.
• (EN) Balthus, su IMDb, IMDb.com.
• mwaaq(FR) Sito ufficiale della Fondazione Balthus, su fondation-balthus.com. URL consultato l'8 luglio 2008 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2008).
• mwaay(EN) Galleria di opere di Balthus, su tendreams.org.
• mwaag(EN) Scheda del documentario "Balthus de l'autre côté du miroir", su imdb.com.